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SCUOLA E CORONAVIRUS: QUALE MASCHERINA SCEGLIERE PER I NOSTRI FIGLI ?

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In questi mesi di emergenza sanitaria abbiamo imparato ad utilizzare la mascherina come strumento per proteggere noi stessi e chi ci circonda. Abbiamo scoperto che esistono diversi tipi di mascherine con funzioni diverse e da utilizzare per scopi differenti: semplici, chirurgiche, Ffp (con o senza valvola). Indossare una mascherina sbagliata può essere non solo inutile, ma anche dannoso per sé o per gli altri.

Anche il rientro dei nostri ragazzi a scuola è stato normato dall’obbligo dell’uso della mascherina.

L’obbligo della mascherina o meno a scuola ha fatto ampiamente discutere fino alla decisione del Comitato Tecnico Scientifico (Cts) che ne ha regolamentato l’utilizzo agli alunni di età compresa fra 6 e 11 anni relativamente alla situazione epidemiologica locale, prestando comunque attenzione al contesto socio-culturale e a fattori come la compliance del bambino nell’utilizzo della mascherina chirurgica e il suo impatto sulle capacità di apprendimento.

Dai 12 anni in poi gli studenti devono attenersi alle stesse previsioni di uso degli adulti.

Nessun obbligo di mascherina è previsto invece per i bambini al di sotto dei 6 anni di età che frequentano il nido e la scuola materna

Vediamo quali tipologie di mascherine esistono in commercio e quale tipologia dovranno indossare gli studenti  sulla base delle indicazioni del Cts.

Scuola e Coronavirus: quale mascherina scegliere per i nostri figli?

La mascherina è il dispositivo di protezione individuale più ricercato in questo periodo pandemico, fondamentalmente per far sì che una persona potenzialmente infettante non possa trasmettere il virus ad altri. 

Fondamentale è sapersi orientare nella variegata offerta di mascherine, con caratteristiche e funzioni molto diverse tra loro.

MASCHERINE FFP

La sigla FFP (Filtering Face Piece – filtranti facciali per la protezione individuale ) indica che la mascherina è stata prodotta nel rispetto della normativa EN 149-2001 che fissa gli standard di efficienza, traspirabilità, stabilità della struttura, nonché i test tecnici di biocompatibilità e le performance delle mascherine

Esistono tre tipologie di mascherine Ffp.

Le FFP1 hanno una capacità filtrante limitata (all’80%), fermano solo le particelle più grosse nell’aria respirata e non sono le più adatte per proteggere chi la indossa da micro particelle nocive come quelle che contengono il virus.

Le mascherine FFP2 e FPP3  hanno invece una capacità filtrante di particelle minuscole (incluse quelle contenenti il virus) pari rispettivamente al 92% per le FPP2 e al 98% per le FFP3, per questo sono ritenute idonee a proteggere dagli agenti patogeni a trasmissione aerea.

Scegliere la mascherina giusta
Scuola e Coronavirus: quale mascherina scegliere per i nostri figli?

Un’ulteriore differenziazione va fatta in base alla presenza o meno della valvola.

La funzione della valvola è consentire all’aria calda che viene espirata di uscire dalla mascherina senza particolari ostacoli, con l’obiettivo di rendere meno faticoso il tenerla indosso a lungo. Grazie alla valvola, infatti, il calore viene più facilmente disperso verso l’esterno, non si accumula umidità e quindi vengono scongiurati problemi di condensa o di appannamento degli occhiali. La valvola non compromette la capacità filtrante dall’esterno verso, ma fa venir meno la funzione di filtro dall’interno verso l’esterno. Il che significa che le Ffp con la valvola proteggono molto bene chi le indossa, ma non le persone intorno. Da qui la definizione di mascherina da egoista. Una Ffp con la valvola consente infatti a chi la indossa di diffondere il virus e infettare gli altri.

Le mascherine Ffp senza valvola potrebbero creare l’esigenza, per i non professionisti, di scostare la mascherina per prendere aria o di indossarla in modo che l’umidità possa in qualche modo fuoriuscire. Il risultato, evidentemente, è che tutto il potere filtrante ne risulta compromesso, e di fatto non si ottiene una protezione migliore per sé e per gli altri rispetto a quella garantita da una mascherina semplice.
Dopo qualche ora di utilizzo la mascherina Ffp andrebbe in ogni caso cambiata (e mai indossata più di una volta), poiché il suo potere filtrante degrada fino a renderla paragonabile a una mascherina semplice.

MASCHERINE CHIRURGICHE

Le mascherine chirurgiche, dal tipico colore azzurro, sono tra le più diffuse e indossate durante l’epidemia di Covid19. Per essere efficaci, devono coprire bene e continuamente naso e bocca.

Il loro pregio sta nella capacità di filtrare molto bene l’aria che esce da naso e bocca. Hanno una capacità di filtraggio verso l’esterno molto elevata, pari al 95%. Per questo motivo sono considerate un buon modo per limitare fortemente la diffusione delle goccioline di saliva (in inglese “droplets”) che si propagano parlando o attraverso colpi di tosse e starnuti.

Tipicamente di forma rettangolare, costituite da tre strati sovrapposti di tessuto-non-tessuto e da indossare con degli elastici o dei lacci, sono dei dispositivi meno sofisticati dei precedenti ma certificati per proteggere soprattutto le altre persone, impedendo alle goccioline emesse durante l’espirazione, con un colpo di tosse o parlando di raggiungere chi abbiamo intorno. Anche se non sono concepite per proteggere chi le indossa, sono le più utili in assoluto quando vengono indossate da tutte le persone che si trovano in uno stesso ambiente. Se ognuno porta correttamente la propria mascherina chirurgica, infatti, nessuno può contagiare gli altri e quindi si è tutti protetti. Per questo vengono anche dette mascherine altruiste.

Saper scegliere la mascherina per i figli
Scuola e Coronavirus: quale mascherina scegliere per i nostri figli?

Da un punto di vista normativo, le mascherine chirurgiche sono dei dispositivi di protezione a marcatura CE che devono rispettare specifici requisiti tecnici stabiliti per legge, oltre che superare dei rigorosi test di efficacia. Le mascherine chirurgiche sono quelle consigliate per la popolazione generale, soprattutto se ci si trova in ambienti condivisi con altre persone (il supermercato, la farmacia,…).

MASCHERINE IN STOFFA

Questa è la categoria più generica e variegata, che include sia i dispositivi igienici non certificati a uso aziendale, sia le mascherine di qualità inferiore a quelle chirurgiche, sia un’ampia gamma di altre possibili barriere in tessuto utilizzabili per coprire il naso e la bocca, che consentono di respirare facilmente e impedire la propagazione delle goccioline potenzialmente contagiose.

Come le mascherine chirurgiche, anche queste versioni semplici  hanno lo scopo di proteggere soprattutto gli altri, riducendo la quantità di droplet immesse nell’ambiente. A differenza però delle mascherine chirurgiche, non sono un dispositivo medico.

Queste mascherine devono coprire completamente naso e bocca e devono essere usate, mantenendo la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone. Sono mascherine lavabili e riutilizzabili.

Scuola e Coronavirus: quale mascherina scegliere per i nostri figli?

Il Comitato Tecnico Scientifico ha raccomandato fortemente di utilizzare la mascherina chirurgica per proteggere il naso e la bocca, ritenuta ovviamente più sicura di quelle in stoffa.

Anche se quelle colorate e di stoffa possono sembrare più divertenti, è importante che a scuola i bambini indossino le mascherine chirurgiche. Questo tipo di protezione, a differenza di quelle di stoffa si sopporta molto di più, e ha una buona traspirazione. La mascherina chirurgica è più sicura perché limita la circolazione del virus e quindi delle goccioline di saliva.  E’ dunque di grande utilità per ridurre il contagio. 

E’ fondamentale ricordare che la mascherina da sola non basta, non rende invincibili e immuni al contagio. E’ necessario insegnare ai nostri figli a rispettare le altre misure di prevenzione, come il rilevamento della temperatura corporea al mattino prima di uscire di casa, il distanziamento sociale evitando gli assembramenti, l’igiene delle mani, e degli oggetti di uso comune e  delle superfici.

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